Il 19% delle applicazioni iOS accede senza permesso ai contatti

di Giovanni Biasi Commenta

Siete certi di conoscere quali applicazioni possono accedere alla lista e alle informazioni dei vostri contatti? Una ricerca effettuata da Bitdefender, azienda specializzata in antivirus e sicurezza digitale, ha fatto emergere il fatto che il 19% (precisamente il 18.6) delle applicazioni presenti su App Store è in grado di accedere alla lista e alle informazioni dei contatti senza avere il permesso dell’utente.

La ricerca è stata effettuata su un campione di oltre 65.000 applicazioni correntemente disponibili per il download su App Store. Il 41% di esse, inoltre, è in grado di localizzare la posizione senza il permesso dell’utente. Molti di questi dati arrivano quindi agli sviluppatori, per qualsiasi motivo, e solo il 57.5% di essi li rendono inaccessibili. Ciò significa che il 42.5% degli sviluppatori non protegge in alcun modo i vostri dati sensibili, permettendo a qualsiasi hacker di accedervi ed utilizzarli.

Ad ogni modo, la cosa dovrebbe cambiare totalmente con l’arrivo di iOS 6, a fine anno. La nuova versione del sistema operativo dovrebbe infatti includere nuovi sistemi di sicurezza, e fare in modo che le applicazioni non possano accedere ai dati dell’utente senza avere ricevuto espressamente il suo permesso (con l’apposita richiesta che vedete nell’immagine qui in alto).

“È molto grave il fatto che le informazioni non vengano criptate dalle applicazioni iOS, e che la percentuale di esse che le ottengono senza permesso sia così alta”, dice Catalin Cosoi, chief security researcher di Bitdefender. “Senza notifiche da parte delle app è difficile controllare a quali informazioni può accedere. Nei nostri studi abbiamo riscontrato un bassissimo livello di sicurezza nei dati degli utenti, informazioni sulla posizione e un ingiustificato e silente accesso ai contatti presenti in rubrica”.

Per la nostra sicurezza, insomma, non ci resta che sperare che iOS 6 porti realmente con sé un aumento della privacy per i nostri dati, e che fenomeni del genere non si ripetano più.

via | CultOfMac

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