Noam Barin, CEO di Waze, parla delle Mappe Apple

di Giovanni Biasi Commenta

Lunedì scorso, il CEO di Waze Noam Bardin ha parlato al Dive Into Mobile, evento di AllThingsD, riguardo le Mappe di Apple, e nello specifico riguardo la reazione del pubblico. Il CEO ammette come la sua azienda di aver sottovalutato la reazione del pubblico.

La compagnia di navigazione ha sottinteso che Mappe sarebbe stata accolta abbastanza bene dai consumatori, sottolinea Bardin, ma questo pensiero li ha portati ad essere molto sorpresi dalla reazione negativa espressa da molti utenti Apple quando hanno cominciato a utilizzare il nuovo servizio offerto di serie con iOS 6.

E si parla di una reazione che ha portato Tim Cook a scrivere una lettera aperta di scuse in cui spiega come Apple conosce bene i problemi di Mappe e si impegna a risolvere le cose nel più breve tempo possibile. Oltre a questo, Tim Cook consiglia anche diverse alternative da contrapporre al servizio offerto dalla Mela – tra cui proprio Waze – mentre Apple è impegnata a portare il servizio a un livello accettabile.

Secondo Engadget, Bardin ha affermato che i consumatori stanno rapidamente acquisendo determinate aspettative quando si tratta di servizi come Mappe; aspettative che non sempre risultano essere rispettate.

I consumatori oggi hanno una scala qualitativa, una scala che sta crescendo molto rapidamente. Due anni fa, Mappe su iOS 6 sarebbe stato un buon prodotto.

Bardin ha continuato dicendo che, con la scala qualitativa che va continuamente crescendo, le compagnie devono spendere sempre più soldi per fare in modo di rispettare le attese dei consumatori. E nota inoltre che al momento è Google ad impostare quegli standard di qualità.

È Google a creare gli standard di qualità. Ci sentiamo come se fossimo gli unici davvero in gara. Alcune indiscrezioni vorrebbero Google spendere dall’uno ai due miliardi di dollari all’anno.

Bardin, inoltre, nota che il servizio Mappe di Apple sta pian piano migliorando, la casa di Cupertino è rallentata dai suoi partner. TomTom, ad esempio, garantisce una vasta gamma di dati al servizio, ma ovviamente non può impiegare in esso le risorse economiche che invece possono essere impiegate da Google.

via | Mac Rumors

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